Chi corre le lunghe distanze, in bicicletta, a piedi, chi nuota, sa che la corretta gestione delle energie è una parte importante della propria attività. Il parallelo non è identico ma simile.

E’ il mio mantra: la corretta gestione della liquidità. Lo troverete in molti miei articoli e i miei clienti sanno che è un elemento che ritengo imprescindibile. In mezzo ci stanno il timing, le analisi cicliche, le analisi tecniche e le navigazioni tra asset class, ma la corretta gestione della liquidità è quella che consente di evitarsi buona parte degli  inconvenienti, sempre che io abbia ben chiaro che l’orizzonte temporale di investimento possa garantire ottimi rendimenti senza correre troppi rischi solo qualora sufficientemente esteso.

Per farvi comprendere il ragionamento farò un esempio. Supponiamo che il 3 Gennaio 2011 abbia deciso di investire l’intero mio patrimonio di 100.000 Euro. Il mio consulente finanziario mi aveva detto che le azioni nel medio termine salgono sempre, quindi mi sono preso il rischio e ho messo l’intero mio patrimonio in uno strumento che replicava l’indice azionario globale (l’MSCI World), del resto il mio stipendio era sufficiente a garantirmi le spese ordinarie e riuscivo anche a mettere qualcosa da parte. Il 3 gennaio 2011 l’indice valeva 1.277,20. Sfortuna vuole che il 3 ottobre mi si rompa l’auto e debba sostituirla per una spesa di 20.000 Euro. In quella data questo indice valeva 1.102,53, ovvero il 13,70% in meno. Purtroppo questo imprevisto mi costringe a vendere una parte del mio investimento (20.000 Euro) e a consolidare una perdita.

Pochi giorni fa, alla data del 15/10/2020, l’indice MSCI World valeva 2.453,61, 0vvero il 92,10% in più rispetto all’inizio del mio investimento. Se non avessi avuto l’imprevisto oggi avrei in tasca poco più di 192.000 Euro, ma l’imprevisto c’è stato, e allora facciamo una valutazione comparativa tra lo scenario di corretta gestione finanziaria e della liquidità e lo scenario al quale sono andato incontro.

Avendo investito tutto il mio denaro e non essendomi riservato una quota di liquidità per gli imprevisti, ho dovuto disinvestire ad ottobre 2011, poco dopo aver fatto l’investimento, 20.000 Euro. Già detratti questi 20.000 Euro, che per ovvie ragioni non hanno prodotto rendimento, e conteggiata la perdita consolidata, l’ammontare ad oggi dei miei investimenti sarebbe di 147.600 Euro.

Se invece a gennaio 2011 avessi investito 80.000 Euro e mi fossi riservato una quota di liquidità di 20.000 Euro, l’ammontare finale del mio investimento sarebbe di 153.700 Euro: 6.000 Euro in più, ovvero uno 0,60% in più all’anno, che guarda caso è fortuitamente il rendimento del BTP decennale italiano oggi. E questo semplicemente facendo una corretta pianificazione finanziaria, al di là degli strumenti scelti.

Al tempo stesso inutile dire che se invece di investire 100.000 o 80.000 Euro non avessi investito nulla per eccessivo timore degli imprevisti, oggi non solo non avrei rendimento, ma non avrei nemmeno coperto l’effetto dell’inflazione. L’inflazione cumulativa dal 2011 ad oggi è infatti del 9,9%, che su 100.000 Euro sono 9.900 Euro in meno.

Questo semplice esempio ha in realtà una varietà di ambiti di applicazione vastissima. Ad esempio chi oggi investe tutto o buona parte del proprio patrimonio in titoli di stato, per primo si sta esponendo ad un rischio tassi, per secondo ad un rischio emittente e in terza istanza sta rinunciando alla possibilità di acquistare strumenti con rendimento notevolmente più alto oggi, ma anche titoli di stato che domani renderanno notevolmente di più.

Ma questo non è sufficiente, e attenzione perché anche tenere da parte una somma per gli imprevisti – la liquidità – può avere dal canto suo  un costo: il costo dell’inflazione, che è pur vero che oggi è bassa, ma ci sono i costi bancari per la gestione della liquidità.

Le lezioni da trarre sono molteplici: attenzione a dove si investe e a come lo si investe. L’analisi dettagliata del portafoglio, delle esigenze, dei rischi è essenziale per gestire correttamente gli investimenti: nulla deve essere tralasciato, nemmeno le virgole. Attenzione al denaro sul conto corrente, perché come spesso si dice in giro, questa è una non scelta ma di fatto una scelta, e l’inflazione prima o poi salirà, e non lascerà fuori il nostro denaro dalle sue grinfie. Attenzione quindi al tema delle “alternative di investimento” e al concetto di liquidità, perché il denaro sul conto corrente non è un’alternativa: oggi la gestione della liquidità non è fatta soltanto tenendo da parte una somma sul conto corrente, ma gli strumenti del mercato obbligazionario, opportunamente combinati, servono proprio a coprire dal rischio inflazione e remunerare, per quanto non come il mercato azionario, una parte di quella liquidità.

La lezione è che per arrivare in alto occorre saper guardare lontano gestendo le energie nel modo migliore.

Luca Giordani

 

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